Le parole di Angelo Maisto per Arscode 2.0

Circa 200 artisti sono coinvolti nella nuova edizione di Arscode il gioco dell’arte.
Davvero uno sforzo notevole, in termini di relazioni e di produzione. Ma, come sempre, le grandi avventure sono il nostro pane quotidiano…

Così, con l’obiettivo di voler dare voce agli artisti stessi, abbiamo pensato di realizzare piccole interviste, per far conoscere più in profondità la loro poetica e le opere con cui giocheremo… Con frequenza almeno settimanale, cercheremo di essere puntuali per presentarvi un artista in un dialogo diretto. Ci piace pensare che, giocando con le loro opere, possiate appassionarvi sempre di più ed individuare i vostri artisti preferiti!

Proseguiamo le nostre interviste con Angelo Maisto!

 

Nel corso degli ultimi anni, hai sviluppato collaborazioni con altri artisti? Raccontaci l’esperienza…
Nel corso del 2024, ho iniziato una collaborazione con Vittorio Avella che, insieme ad Antonio Sgambati, è il fondatore de Il Laboratorio, una storica stamperia d’arte napoletana, che è nata con l’intento di preservare il sapere manuale delle tecniche calcografiche e di recuperare il legame tra arte e artigianato. Stiamo realizzando un libro d’arte, che consiste in quattro acquatinte, correlate da un testo immaginifico della scrittrice Michela Fretta. Contiamo di pubblicarlo per gli inizi di giugno.

Nell’attuale società, qual è e, soprattutto, quale dovrebbe essere il ruolo di un artista?
A parer mio, un artista dovrebbe essere un nemico dell’omologazione e avere il coraggio di portare avanti le proprie idee senza compromessi, affrancandosi dalle solite dinamiche del sistema.
L’artista, quindi, non deve avere nessun ruolo, poiché deve aspirare alla totale libertà!

Se avessi l’opportunità di passare un paio d’ore con un grande personaggio del passato, chi sceglieresti e perché?
Ovviamente con il mio artista preferito, Hieronymus Bosch. 
Posso asserire che, fin dai miei primi esperimenti pittorici, ho cercato di imitarne l’invenzione e la perizia miniaturistica.
I suoi strumenti musicali, gli animali fantastici, la sua flora e la miriade di oggetti capricciosi, mi hanno e mi ispirano da sempre. La sua ‘follia generatrice’ in qualche modo mi ha toccato, fino a farmi sentire un suo discepolo. Se potessi passare qualche ora con lui non gli farei domande, ma lo osserverei nell’atto del dipingere. 

Siamo curiosi di conoscere il concept della tua opera, con cui tutti potranno giocare… Ti va di raccontarci qualcosa?
Oops!, una delle due opere che ho in Arscode, è un acquerello che rappresenta l’Uccellatore, un Homo Selvaticus contemporaneo, un ibrido di elementi naturali e artificiali. L’Uccellatore è uno di quei personaggi che, come degli attori, si muovono all’interno del mio teatro personale. Qui lo si vede perdere quasi l’equilibrio, per via di una farfalla che si posa, direi beffardamente, sul lungo naso.

Qual è la prima cosa che ti viene in mente se ti dico “giochi da tavolo”?
L’immagine di me, mio fratello e mia sorella, che da bambini giocavamo ore ed ore al Gioco dell’Oca o al Monopoli. Momenti di spensieratezza, ma anche di sfida.

Le Carte con le opere di ANGELO MAISTO sono inserite in queste scatole

Le parole di Angelo Maisto per Arscode 2.0
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